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"in
fondo se non ci fosse nessuno,
sarebbe un grande spreco di spazio"
Carl
Sagan
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Immaginando
l'incontro
Scendono dal
cielo, in formazione, sono sinuosi, mai banali.
Non sono come li avevo immaginati, stanno li e fluttuano nel cielo grigio
di fine agosto. E' caldo. Si soffoca.
Eppure non mi viene in mente di andare a mangiare o bere litri di acqua
ghiacciata. Le testate giornalistiche di tutto il mondo sono ormonali,
come un orgasmo che lascia tracce di se per molti giorni. In internet non
si parla d'altro. Forum di discussione sono fertili di smentite e annunci.
Sono arrivati, no non sono loro, sono malvagi, no ..no sono buoni come il
pane appena sfornato. Eppure il vento non soffia quasi più.
Non piove. Perché diavolo non piove, dovrebbe esserci la pioggia a fare
da cornice a questo epocale cambiamento.
E i bambini che indicano con le loro dita ancora nivee il cielo indicando
globuli bianchi, non sintomo di anemia pregressa, ma pezzi di storia che
si avvicinano? Non ci sono neanche loro.
Qualche neonato piange. Ma è nulla in confronto al chiasso che si propaga
nell'aria.
Finalmente li vedrò, nessun mi fisserà dandomi del matto se sostengo che
c'è vita la fuori. Vita vera, pulsante.
E pazienza se poi di me resterà solo una bocca spalancata ed
un'espressione ebete per nascondere la paura.
Quante cose cambieranno ora su questa terra , che da troppo tempo ormai
era convinta di essere l'unica figlia dell'universo e ora si ritrova con
tutte le sue certezze traballanti, che lasciando spazio solo a un punto
interrogativo gigante.
Sarà un razzismo al contrario? Ed ora il concetto di diversità chi mai
oserà portarlo a galla? Altro che pelle scura.
Qui la biologia finalmente tace e la bioetica si sfalda.
Manca solo la fine del Comitato Scienza e Vita e poi tutti saranno più
felice.
Penso a mio padre, lui avrebbe voluto vederli, stava ore al telescopio a
far di conto tra le stelle, appuntandosi le coordinate tra fili di cielo
uniti fra loro.
Mi prendeva tra le braccia in uno scanno logoro, e cingendomi le spalle
minute faceva passare nei miei occhi le immagini di infinità bellezza,
tra stelle e pianeti.
Ora è il suo pensiero che mi assilla.
Come? Arrivano gli alieni e io sto li a rimirare il passato rimasto
sepolto? Ma che succede, qui scappano tutti, i dischi luccicanti si
avvicinano, ora quasi si distinguono i dettagli, ma nessun suono mi giunge
alle orecchie.
Scenderanno da una scaletta, o mi devo aspettare una stretta di mano con i
potenti della terra?!
E i titoli di domani ? La "Press" del globo intero farà a gara
per il canovaccio più sensazionale che si ricordi.
Io il titolo in fondo al cuore l'ho sempre saputo, recita banalmente:
"Non siamo mai stati così soli". Semplicemente.
Si avete letto bene, non siamo mai stati così soli con le nostre paure, i
nostri vestiti sempre alla moda, lo stucchevole cercar di rispondere
sempre bene alla maestre che ti fomentano la tua voglia di far poco studio
e molta esperienza concreta.
Magari parlando con un vecchio seduto alla stazione di un tram, con buona
pace del teorema di Pitagora o dei "Sei Personaggi in cerca di
autore" di Pirandello.
Ecco
ci siamo , tra foto camere digitali e telefoni con infiniti zoom,.. dalla
navicella si apre uno spiraglio. Mai le mie gambe furono più tremanti. Ma
non si vede ancora nulla.
Vabbè ora chiudo il mio notebook e mi avvio verso la loro sontuosa dimora
viaggiante. Chissà mai che a differenza degli uomini, mi guardino per una
volta negli occhi.
Potrei anche emozionarmi.
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